Carissimo, eccomi qui come al solito ad esprimere i miei sentimenti di tristezza dopo l'ennesimo diverbio avuto con lui. Ti giuro che non riesco più a seguire il filo dei suoi discorsi. Quando un problema sembra superato eccone spuntare un altro e, come sempre, sul mio "ambiguo" passato. Alcuni suoi problemi li capisco, altri no. Ciò che non riesco ad afferrare in lui è questo suo mettere in dubbio i miei sentimenti nei suoi confronti, il fatto che lui non riesca a sentire i miei sentimenti. Capisco che possa avere dei grossi conflitti, quello che non comprendo è ciò che intende fare. Cioè: sono veramente questi i suoi problemi o tutto questo è una scusa per giustificare qualche altra sua decisione?
Certo, quello che critica in me in parte è vero, , ma non è per non sentimento nei suoi confronti ma, e lui non lo capisce, per paura di esporli questi sentimenti, e di essere rifiutata. Non dico che sia giusto, ma alla luce delle mie esperienze ritengo meno doloroso un non agire che però può dare delle speranze, che un agire ed essere rifiutata. Forse il fatto che lui non abbia ancora provato forti delusioni lo porta a pensare così, però non può pretendere che le altre persone debbano reagire come a lui sembra giusto.
Ad ogni modo credo che a questo punto l'unica via di salvezza sia consultare qualcuno più esperto che possa aiutarci a capire noi stessi e ciò che vogliamo. Non vorrei perderlo, è troppo importante per me, anche se lui non ci crede.




Se il mio essere razionale potesse, in qualche modo, staccarsi dal mio essere spirituale ecco, forse riuscirei ad essere più fredda nelle mie decisioni e forse soffrirei meno. Quello che non sono mai stata in grado di fare è di anteporre me stessa, le mie esigenze all'altra persona, e questo mi ha sempre portato ad avere grossi problemi.
Perchè io sia fatta così non lo so, non mi è dato di saperlo.
Ora questa crisi mi sta distruggendo, sento che la mia vita potrebbe in un attimo volare via insieme a lui, e di me rimarrebbero solo cocci, già rimessi insieme troppe volte.
La mia vita è lui, e se lui non c'è più anche la mia vita non ha più un senso. Forse se perdessi le gambe ma avessi il suo amore ci sarebbe una ragione di vita. Ho paura, una folle paura che questa volte la fine sia vicina veramente, e allora cosa resterà di me? Probabilmente in una vita precedente devo averne combinate tante, se in questa tutto è così triste.
Sai, mi spaventa quell'attimo in cui mi sveglio al mattino e ho voglia di correre al balcone per buttarmi giù, ogni mattina è lo stesso; ma è solo una fantasia oppure.........
Questo continuo pensare alla mia morte è una costante nei momenti duri ed è probabilmente il desiderio di non provare più quel cupo dolore che già ho dovuto vivere, portandomelo addosso coe un macigno più grande di me.
Ma se l'amore è gioia perchè devo provare dolore? Perchè non ho più avuto sicurezza nella vita da quando mio padre non c'è più? Perchè lui dev'essere la mia vita, il mio respiro, il mio cuore, la mia gioia? Perchè mi è entrato così nella pelel da non riuscire a vivere senza di lui? Sai, a volte penso che potrei impazzire dalla gioia se tra noi non ci fossero ombre. Ma è solo uno dei miei sogni.
Devi accettare ciò che ti dà la vita e gustarti i pochi momenti belli, perchè lei ti toglie subito tutto e non ti restano che ricordi belli, che ti fanno struggere.
Io lo amo, lui è una parte di me, anzi è me e senza di lui sono vuota. La mia vita è un incubo, ma come vorrei che si trasformasse in un bel sogno........