Mi domando se è
amore far soffrire una persona, se è giusto anteporre
solo i propri interessi a quelli della persona che si ama.
Io non provo più gioia nel vederlo, e ho notato che
preferisce passare il suo tempo libero con altre persone
e non con me. E come si può pensare di costruire
un futuro insieme, se ci sono interessi così diversi
e se non si prova più gioia nello stare insieme?
Ho 30 anni e ho paura. Vedo gli altri formarsi una famiglia
ed io sono sempre qui, ad aspettare il miracolo....ma più
passa il tempo e più mi rendo conto che le persone
non cambiano secondo i nostri desideri, e se i nostri desideri
non combaciano con le esigenze dell'altro, allora tutto
diventa inutile.
A quante domeniche ho rinunciato (volentieri) perchè
lavorava, e quante domeniche mi appresterò a vivere
in casa, perchè "lui" deve andare ad arrampicare
con l'amico?
Quante volte l'ho seguito con ogni tempo pur di stare con
lui? E quante domeniche lui ha dedicato a me? E' questa
disparità che mi spaventa. Come potrebbe poi essere
una convivenza così?
L'amore deve essere uno scambio continuo di emozioni, esperienze
vissute insieme, difficoltà superate accanto a chi
si ama.
Un rapporto come il nostro chiunque riuscirebbe a portarlo
avanti; si esce una volta in settimana, una volta al sabato
sera. Dei problemi non se ne parla, si fa finta che non
esistano. Eppure ce ne sono, e tanti. Finchè si arriva
al punto in cui l'otre è pieno, e io non ce la faccio
più a tenere tutto dentro. Cosa succederà
questa volta?
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Ma è mai possibile che debba sempre essere la ruota
di scorta? Ne ho le palle piene di lui e della vita di merda
che mi fa fare.
Lui decide che si deve parlare dei suoi problemi,
lui dice che deve poter andare con i suoi amici come
e quando vuole e lo fa, senza interpellare nessuno. Lui
afferma che vorrebbe provare di nuovo l'innamoramento dei
18 anni, ma non si rende conto che lui ha 18 anni,
e tutto va bene finchè si accetta tutto incondizionatamente.
Francamente sono stufa di stare insieme ad una persona che
non sa prendere decisioni, che della sua vita non sa che
farne, e che in questo circolo vizioso coinvolge anche me.
Poverino, lui ha paura che con una convivenza possa
fare i cazzi suoi un pò meno. Io mi illudevo che
non ci si sposasse solo per una situazione contingente,
e lui ha paura anche di una convivenza.............sono
proprio a terra.
Anche lui in fondo mi tratta come gli altri, quando e come
dispone lui, si esce o non si esce, l'importante è
sempre dire sissignore.
Devi andare via per un week end, benissimo tesoro, sono
contenta per te, un sabato sera esci con un amico, evviva
gioia mia!
Neanche troppo in fondo è un maschilista schifoso,
per lui la donna deve essere sempre disposta ad accettare
le sue decisioni, che tra l'altro prende da solo o con i
suoi amici, senza consultarmi.
Ma cosa crede, che se il suo caro amico avesse la donna
la pianterebbe sempre a casa per uscire con lui?
Comunque a questo punto non so se sia meglio tirare avanti
un rapporto che lui non vuole che arrivi a niente,
o restare sola.
Guarda che io lo amo, ma non sono più disposta ad
annullare me stessa, i miei sogni per una persona che non
è disposta a rinunciare a nulla per me. E mi dice
che mi ama! Ma cos'è per lui l'amore? Più
passa il tempo e più mi rendo conto che c'è
qualcosa che non va e che questo qualcosa non sono più
disposta ad accettarlo come prima.
Perchè devo rinunciare a tutti i miei sogni, e gli
anni passano, e lui continuare a fare la stessa vita da
ragazzino mantenuto dai genitori, che ha voglia di andare
in discoteca (e pensare che non gli era mai piaciuto......),
o farsi i week end con gli amici? Io cosa c'entro con la
vita senza problemi e responsabilità che lui vuol
fare?
Questo è un rapporto che è al livello di fidanzatini
di 20 anni, ma io ne ho 32, e non ho alcuna sicurezza con
accanto un uomo così immaturo.
Cosa devo fare, devo rinunciare ancora a me stessa nel nome
dell'amore mentre lui a se stesso non rinuncia mai?
L'amore è forse annullarsi completamente per permettere
a un rapporto di andare avanti?
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