Quante cose possono cambiare in un giorno...Quante amarezze si devono ingoiare, quanti torti subire, quando si è noi stessi a dolerci per i nostri errori! Eppure devi continuamente essere giudicata oppure essere accettata. Tu non sei quello che sei, ma quello che sei stata, e tutte le tue colpe ti ricadono addosso come pesanti macigni che ti feriscono.
Non puoi risollevarti dalla merda in cui sei caduto, gli altri non ti danno una mano per uscirne, anzi se possono ti tengono giù la testa per farti affogare.
A cosa serve la volontà di riscattarti quando poi gli altri ti fanno rimarcare i tuoi sbagli e per di puù gli atti d'amore che fai vengono miscreduti?
Quanto mi duole dentro l'essermi lasciata andare, l'aver creduto ancora.....

E' forse il destino che mi porta a vivere situazioni tormentate e nelle quali solo l'angoscia prevale, langoscia di un futuro nebuloso, l'angoscia di un presente che ho paura di vivere.
Sono triste perchè a 25 anni devo fare i conti con i vicini che si occupano di che ora rientro la sera e quindi di mia madre che non ne sopporta le critiche; il lavoro, con mia madre che prova tanto interesse ed entusiasmo nel trovarmi un'occupazione, e tanto più lei sa che un certo tipo di lavoro lo odio, tanto più lei fa per trovarmelo.
E l'angoscia di un rapporto che non so fino a che punto valga la pena di portare avanti perchè non so che futuro ci possa essere per me.
E così cerco di tirare avanti, tentando di non pensare ai miei problemi per paura di affrontarli, e rifugiandomi sempre di più nella disperazione di un passato e di una persona (mio padre) che tanto mi ha amato e che non avrò mai più.
Il fardello che ho sulle spalle è sempre più pesante e non so fino a quando resisterò a reggerne il peso.
Il problema è che più vado avanti e più la mia vita futura mi appare indistinta.
Che sia il presagio che per me non c'è futuro?
Tutti hanno il diritto a una fetta di felicità, io sono invece condannata all'angoscia del non sapere per che cosa vivo, perchè esisto.
E questo perchè ora sento intorno a me il vuoto, l'ostilità degli altri, sento di non valere veramente per nessuno: Nè per M...., nè tanto meno per mia madre, nè per me stessa.
Ciò che provo in questi momenti è un lasciarsi vivere senza speranze.






Cosa si prova a sapere che si ha dentro il germe della morte? Al momento nulla. "Non c'è nulla di cui preoccuparsi, basta non perdere tempo"...sono solo parole e non suscitano nulla. Al momento.
Ma poi uno ci ripensa e collega parola a parola, pensiero a pensiero. E allora tutto si complica.
E se fosse una punizione per quello che ho fatto, e se il mio forte desiderio di avere una famiglia e di essere madre fosse un'inconscia consapevolezza che ciò non potrà mai accadere?
Ho paura perchè non ho mai avuto paura di morire anzi, tu lo sai bene, più di una volta le ho fatto la corte, quas fosse un'amante.
Ma ora no.
Ero tranquilla dentro, anzi serena. Ma l'idea di portare dentro di me, anche solo potenzialmente, qualcosa che può farmi morire, bè mi spaventa.