Domani comincia la Primavera. Una settimana appena iniziata e tante cose sono successe. Cose belle e brutte, dolci e tristi. Chi aspettavo tanto è tornato. Delusione all'inizio per il suo comportamento "materialista". Sollievo dopo i chiarimenti di ieri. Ho riprovato un pizzico di quella felicità che ormai appartiene ai giorni perduti.
E' stato bello, ma non può durare. Non voglio che continui. Sono diventata egoista e non voglio più soffrire così tanto. Vorrei tanto raggiungere quella famosa nolontà, astrazione dalla voglia di vivere, di essere, che paca tutti i sentimenti, le ambizioni, i desideri.
Essere il tutto e il nulla. Non voglio più scoprirmi a rincorrere vaghi fantasmi del passato, che non fanno che accrescere la mia angoscia. Il mio cuore, che vorrei freddo e duro come il marmo, si scioglie al minimo accenno di tenerezza. Vorrei tanto crescere, vedere le cose sotto un'altra luce, in modo più freddo e calcolatore.
Non ci riesco, e allora mi struggo.

Giorni di crisi.....

Recentemente ho avuto la prova suprema e decisiva del suo amore per me. Questo fatto mi ha mosso da quella posizione di intransigenza che avevo assunto nei suoi confronti. Ma non so decidermi. Vorrei che tutto tornasse come prima , ma temo ancora i giudizi di chi mi sta vicino. E' terribile, ma devo essere assolutamente sicura di me stessa e di ciò che voglio fare. Non posso permettermi di prendere una decisione affrettata perchè c'è in ballo la mia, la nostra vita futura. E se lui per caso mi volesse ancora non potrebbe perdonarmi un altro sbaglio....Spero di essere abbastanza saggia per decidere la soluzione migliore.
Cavoli, che vita balorda! Ti mette sempre davanti a imprevisti assurdi, romanzeschi che ti fanno chiedere se appartengono alla fantasia o alla realtà. Io purtroppo non sono una di quelle persone che riescono a risolvere immediatamente i problemi; ho bisogno di ripetute riflessioni per magari giungere a una soluzione sbagliata....Che sballo ragazzi!



Non ne posso più. I miei mi stanno esaurendo; non capiscono proprio niente. Io non so, tutte le mie amiche escono quasi tutte le sere con gli amici o col ragazzo. Io, che sono la più cretina devo sempre starmene rintanata in questo manicomio. E mio padre urla....non ha neanche il coraggio di venire a dirmele, le cose. Le urla perchè io senta, ma ha una paura folle che io gli risponda come si merita. Che vile! Che voglia pazza di andarmene lontano, non riesco veramente più a sopportare la loro pedanteria e la loro ottusità.
Si dichiarano aperti e moderni, ma qui è peggio di un collegio di suore. Il colloquio è unilaterale, loro parlano ma io non posso controbattere. Eh già, io non capisco un cazzo! Per fortuna ci sono loro che capiscono (cosa, poi, non si sa). Che pazienza di Giobbe ci vuole....ho bisogno di una boccata d'aria pura.